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Quel fiol de un can d’un gato

 

Quel fiol d’un can d’un gato…

Commedia dialettale in due atti
da un canovaccio di R.Abbo adattamento di Danilo Dal Maso e Dionnisio da Montecio

Regia
Paolo Lazzarotto


“Quel  fiol d’un can d’un gato”

Le vicende di una vivace e litigiosa famiglia dibattuta tra la scelta dell’innamorato per la figlia e la gestione dell’osteria  di cui sono proprietari. Si respira aria di casa , nella piccola piazzetta in cui, nell’anno 1953, si intrecciano le vicende umane di una piccola e animatissima comunità, al cui interno spiccano i litigiosi coniugi Berto e Tilde, titolari della Trattoria Caneva che si affaccia sulla piazza. Con  loro la figlia Rina, in età da maritare, e la gatta Messalina a cui è tanto affezionata la signora Tilde.

Rina, innamorata di Gidio Brocca el savattaro, giovanotto che sta tanto a cuore alla madre ma che non piace al padre, il quale invece stravede per Venanzio Spinaroi, ragioniere in una fornace di mattoni che da anni affida ai Caneva l’appalto della mensa per i propri operai.

I due pretendenti, Gidio e Venanzio, chiedono entrambi l’aiuto al Parroco, Don Prospero, per sostenere la propria causa nei confronti dei genitori della ragazza, ma l’intervento del reverendo, è tutt’altro che risolutorio, ne nasce una situazione tesa e ingarbugliata.

Ma non basta. Per dare fuoco alla miccia, di una commedia vivace e divertente, compaiono un funzionario della finanza, e un’ostessa invidiosa un misterioso cesto di funghi…causa di certi malesseri, e a rendere più complicato il quadro, sono la scomparsa della gatta Messalina e la morte di Checco Pitton, operario della fornace.

Il destino dei nostri protagonisti sembra segnato, sembra che qualcosa debba succedere o sia successo ma solo alla fine si svelerà il mistero delle improvvise scomparse.

Personaggi e interpreti

Berto Caneva , l’oste 

           Paolo Lazzarotto

Tilde, la moglie

                                   Bianca Zanutto

Rina, la figlia

                                   Edis Bergamo

Gidio, el savattaro     

                                   Francesco Salsilli

Don Prospero

                                   Vito Rubert

Regina, la comare     

                                   Meri Moro

Venanzio, el ragioniere

                                   Marco Bergamo

Augusto , el finanziere

                                   Luigi Sutto

Tiglio, el fungaiolo                            
                                   Francesco Rinaldo

Bice, un’altra oste     

                                   Laura Franceschi

Amalia, La fiorista

                                   Patrizia Guglielmi

Staff

Tecnico luci                 Matteo Rubert

Tecnico audio                Tomas Donadi

Regia                           Paolo Lazzarotto



Glossario

Armatura
Bagoeo
Bìsso
Fore dei gangheri
Gaiardi
Lùganega
Moar i cordoni dea borsa
Ocio stràcco
Palanche
Peagrosa
Piron
Poestrea
Quattro stìssona’
Santarea
Sàvataro
Sbàrbateo
Sbrisià
Scataron
Sentir el fià
Siensa infusa
Spironada
Spòlvero sui oci
Straponàda
Strassonà
Suggesiòn
Sùita
Svodar padee
Testa da bigoi
Zo’ de susta
Zighi
armatura edile
zimbello
verme
perdere le staffe
abbondanti
salsiccia
diventare generoso
sentirsi deboli
soldi
malaticcia
forchetta
pollastrella, ragazza giovane
fare a botte, ceffoni
santarellina
ciabattino
ragazzo giovane
scivolato
torsolo
sentire l’alito
genio
forchettata
far credere
stangata
straccione
suggestione
civetta
svuotare padelle
non capire niente
giù di corda
urla

Compagnia Teatrale La Caneva di Lorenzaga - via Braccio Largoni, 10, Motta di Livenza (TV) - P. Iva IT03888300260